Un pack airless non ha un tubo di aspirazione che tira il prodotto nell’aria. Un pistone sale dal fondo a ogni pressione, mantenendo una tenuta quasi ermetica: ossigeno e microbi non raggiungono mai il residuo. Questo solo meccanismo cambia formulazione, spreco e durata a scaffale.
Il meccanismo del pistone
Alla prima pressione si forma il vuoto nel flacone; il pistone è spinto verso l’alto dalla pressione ambiente, non da aria in entrata. Nessun aria esterna entrando, la formula non si ri-ossida tra un uso e l’altro. La pompa eroga una dose fissa, migliorando la precisione per i sieri attivi.
Il tasso di svuotamento decide lo spreco
| Tipo di erogazione | Svuotamento tipo | Significato |
|---|---|---|
| Pistone airless | 2–6% | Quasi tutto il prodotto esce |
| Pompa + tubo | 8–15% | Residuo sotto il tubo |
| Vasetto + spatola | 5–10% | Perdita a dosaggio e contaminazione |
Perché l’airless taglia i conservanti
- Nessuno scambio d’aria: niente ossigeno fresco a ossidare vitamine e oli.
- La camera ermetica limita l’ingresso microbico a ogni pressione, quindi un sistema conservante più lieve passa il challenge test.
- Claim clean beauty e senza profumo diventano sostenibili perché è il pack, non solo la formula, a proteggere.
Dove l’airless giustifica il costo
L’airless costa di più a pezzo di un semplice vasetto, ma protegge retinolo, peptidi, vitamina C e formule povere di conservanti che altrimenti fallirebbero la stabilità. Su un siero da 30 ml, il basso tasso di svuotamento recupera parte del sovrapprezzo, e la durata stabile riduce i resi. Scegli l’airless quando la formula è l’ingrediente più costoso del pack.
Comunicaci la sensibilità della formula e il volume di riempimento: ti suggeriremo un formato airless, e una versione mono-materiale se il riciclo è un requisito.